feb
07

Spero che questa tabella possa aiutarti a comprendere meglio i personaggi orginali del manga/anime e di conseguenza le modifiche che ho apportato in loro, buona lettura. ^_^

Manga/Anime

NRSU

Ranma

Irascibile, avventato, agisce prima riflettere, è arrogante, impaziente, spesso irrispettoso, ama prendere in giro Akane, Ryoga e Kuno, ama far mostra della sua bravura nelle arti marziali vantandosi di essere il numero uno perché non è mai stato battuto, non ama perdere tempo. Allo stesso tempo è estremamente timido e impacciato quando si tratta di esprimere i propri sentimenti, preferendo negare persino l’evidenza oppure darsi alla fuga. Ogni qualvolta qualcuno è nei guai (amico o rivale che sia), lui corre in soccorso sprezzante del pericolo. Disprezza suo padre, che da piccolo lo ha sottoposto ad allenamenti assurdi finendo per far nascere in lui una terrificante fobia nei confronti dei gatti e da ‘adulto’ lo ha trascinato sino in Cina, dove sono iniziati i suoi guai. Rispetto all’originale mantiene il carattere spavaldo e arrogante nei confronti di chiunque, irrispettoso nei confronti di Happosai e irridente nei confronti di Akane. Come l’originale è impaziente, non ama perdere tempo, però è tormentato e per questo assai più cupo, serio e facile all’ira, si sforza di riflettere prima di agire, non si vanta delle proprie superiori abilità marziali ma le dimostra coi fatti. È poco propenso ad aiutare chi ha bisogno di aiuto, è più egoista, schivo e solitario. Grazie agli insegnamenti di Happosai, a quelli delle Amazzoni e a ritiri spirituali presso monasteri sperduti fra le montagne cinesi, nonché alle reminiscenze accumulate, è stato pian piano in grado di sviluppare diversi poteri, come il volo, la telecinesi, la pirocinesi, la capacità di leggere nel pensiero di altri immortali, di vedere con il ‘terzo occhio’, di percepire la presenza di un essere umano o animale, ecc.

Akane

Aggressiva con i ragazzi che le fanno una corte serrata (quindi soprattutto nei confronti di Kuno), è in realtà gentile e sempre disponibile ad aiutare il prossimo. Timida, ingenua e pudica fino all’inverosimile (non ha mai capito che in realtà P-chan è Ryoga), ha la lacrima facile, equivoca le situazioni con una facilità imbarazzante (soprattutto se di mezzo c’è Ranma), è una pessima cuoca, non sa cucire, né in generale occuparsi della casa a causa della sua goffaggine. Non ha mai imparato a nuotare, però in compenso è un’abile pattinatrice. Nelle arti marziali viene continuamente sminuita da Ranma (in effetti non è né al suo livello, né al livello di Shampoo), ma quando vuole sa dimostrare una forza erculea. Mantiene il carattere vulcanico e la capacità di equivocare e almeno all’inizio della storia ha la lacrima facile pure lei. Come l’originale è timida, ingenua e pudica e detesta gli uomini non perché non le diano tregua con i loro corteggiamenti, ma perché viene da loro considerata inferiore sotto ogni aspetto (o peggio ancora un bell’ornamento) e deve loro la massima obbedienza fino al sacrificio, se necessario. Come l’originale, odia simili ingiustizie (nel manga è costretta a fidanzarsi con Ranma contro il suo volere), è disposta ad aiutare chiunque abbia bisogno d’aiuto, sa essere gentile e premurosa. Non sa cucinare né nuotare – ovviamente – ma nel corso della storia dimostrerà di possedere abilità marziali davvero notevoli e spirito di adattamento. Maturerà in fretta, smettendo di frignare e perdendo gradualmente almeno la timidezza e l’ingenuità.

Nabiki

Calcolatrice e dedita unicamente ad accumulare denaro, è una volpe nell’ingegnare piani per estorcere soldi e per farsi offrire cene al ristorante, spuntini ai caffè e vestiti nelle boutique. Vende foto di Akane e di Ranma ragazza al miglior offerente, lei stessa vende i suoi servigi a chi offre di più, non esita nemmeno a fruttare le sue sorelle, rivelandosi un’incredibile triplogiochista. Nessuno sembra in grado di fermarla, sa sempre come neutralizzare gli avversari, in genere a colpi di ricatti. Ha tutte le caratteristiche della Nabiki originale, solo su scala più grande: quel che le interessa non è il vil denaro (disprezzato dai samurai), ma il potere: vuole diventare capo clan, vuole dimostrare che sarebbe in grado di guidarlo meglio non solo di suo padre, ma di qualsiasi uomo. Come Akane, soffre di una sorta di complesso di inferiorità nei confronti degli uomini, perché come lei si ritiene più intelligente e astuta di loro. Anche qui non esita a fruttare le sue sorelle, ma anziché estorcere loro denaro, cerca di estrometterle dalla successione.

Kasumi

Più ingenua di Akane e Ryoga messi insieme, è l’angelo del focolare. Da quando la madre è morta, si occupa di casa Tendo dalla A alla Z: cucina, lava, stira, va a fare la spesa, ecc. Non si capisce se ha un interesse per il dottor Tofu, però va a trovarlo abbastanza spesso, inconsapevole dello scompiglio che causa nel dottore ogni volta che la vede (infatti quando lei arriva i pazienti scappano: sanno di rischiare la pelle), tanto da trovarlo semplicemente buffo. È lei che trova spesso le soluzioni più semplici a problemi apparentemente insormontabili. Non perde mai la calma e nessuno osa contraddirla o arrabbiarsi con lei: è considerata una ‘santa’ e per questo è intoccabile. Non è ingenua come l’originale, tuttavia mantiene il carattere remissivo e schivo della Kasumi takahashiana, non osando disobbedire né al padre, né al marito. Al contrario dell’originale, ama il monaco Tofu e sa che anche lui la ama, ma sa anche quali sono i suoi doveri di moglie e di figlia, per questo – pur facendo visita al monaco Tofu recandosi di tanto in tanto al tempio in cui vive – cerca al tempo stesso di star lontana da lui.

Soun

Impeccabile padre di famiglia, è attaccatissimo alle sue figlie, in particolare ad Akane, visto che erediterà la palestra dei Tendo. Anche lui dalla lacrima facile, quando vuole sa imporsi su Ranma assumendo le sembianze di un terribile oni, ma non sulla figlia più piccola, che gli tiene facilmente testa e arriva addirittura a farlo frignare. Ha il sacro terrore del suo ex maestro Happosai, tanto da progettare spesso piani assurdi con l’amico Genma per liberarsene, salvo poi riverirlo quando i piani immancabilmente falliscono. Diversamente dall’originale, è freddo e calcolatore: considera le figlie merce di scambio per allacciare alleanze al fine di diventare un daymio meritevole di fiducia agli occhi dello shogun e poi allargare il suo potere ai danni degli alleati. Ama le figlie nella misura in cui servono ai suoi scopi, non si fida molto di Nabiki, ha il piglio duro del vero daymio e si crede incredibilmente scaltro.

Happosai

Maestro di arti marziali pluricentenario di Soun e Genma, diventa poi maestro di Ranma, che però lo disprezza perché è un maniaco: Happy colleziona infatti mutandine e reggiseni (che ruba dai balconi delle abitazioni), ama sollevare le gonne delle studentesse e attaccarsi ai seni di Ranma ragazza (ci prova anche con Akane, ma non ci riesce mai). Conosce moltissime tecniche marziali formidabili nonché innumerevoli leggende cinesi, peccato che siano in genere storpiate o abbellite dalla sua fantasia. Ha trascorso la sua giovinezza in Cina, dove ha conosciuto Cologne, nonna (Obaba) di Shampoo. Diversamente dall’originale, è un saggio maestro di arti marziali plurimillenario. Per questo ha accumulato tanto potere e conoscenze da far gola a molti immortali. È infatti in grado di leggere non solo nella mente di altri immortali, ma persino nella mente dei mortali. Dopo aver perso Cologne, grande amore della sua vita, si è dedicato unicamente a cercare un valido avversario immortale da addestrare in vista dello scontro finale per la conquista della ricompensa. I giorni in cui era un farfallone sono finiti quando ha conosciuto Cologne e dopo la sua perdita si è radicalmente trasformato, benché abbia mantenuto la caratteristica di impartire lezioni di arti marziali in cambio di vitto e alloggio. Dopo aver scartato alcuni giovani immortali (cioè ha tagliato loro la testa), ha deciso che Ranma aveva le potenzialità per essere il suo degno avversario il giorno dell’Adunanza, così l’ha tenuto presso di sé per decine di anni finendo per considerarlo un figlio. Ranma però non l’ha mai considerato un padre…

Ryoga

Amico/nemico di Ranma (per ‘colpa’ sua è caduto nella sorgente del maialino affogato in Cina), erano compagni di scuola alle medie e già da allora erano nemici: Ranma infatti gli soffiava sempre il pranzo da sotto il naso grazie alla sua superiore abilità nelle arti marziali. Infatti, per quanto si sforzi ad apprendere nuove tecniche per sconfiggere Ranma, Ryoga finisce sempre per perdere. Dotato di un pessimo senso dell’orientamento, è innamorato cotto di Akane e sotto forma di P-chan dorme persino con lei con grande scorno di Ranma. Nel manga ha una spasimante, Akari, che adora i maiali all’inverosimile e quindi lo ritiene ultraperfetto per lei. Anche nella ff, Ryoga è un artista marziale dalle grandi potenzialità, tanto da conoscere diverse tecniche distruttive. Tuttavia è timido, ingenuo e introverso, non rendendosi minimamente conto che l’indomita Akane, che lui ama da impazzire per via della sua forza d’animo e la sua determinazione, non ha alcuna intenzione di sposarlo. Nel corso della storia apprenderà la verità su di lei e su Ranma e maturerà in fretta. Non indossa la bandana come l’originale, ma mantiene il pessimo senso dell’orientamente e il canino sporgente.

Tatewaki

Erede di una famiglia nobile, ha una sorella e un padre (il preside della scuola) più folli di lui: crede infatti di essere un invincibile praticante del kendo, si è auto soprannominato Tuono Blu del Furinkan ed è fermamente convinto che Akane e la ‘ragazza col codino’ lo amino alla follia. Purtroppo non sa decidere fra le due, per cui vorrebbe averle entrambe. Parla sempre come se declamasse versi poetici ed equivoca tutto peggio di Akane, per questo e per il suo ego smisurato è un autentico idiota. Come l’originale, solo che è immortale e inconsapevole di esserlo.

Kodachi

Sorella minore di Kuno, è più matta di lui. Frequenta un’altra scuola, dove è la regina della ginnastica artistica marziale. È innamorata persa di Ranma, di cui si considera sua fidanzata, non esitando spesso ad agguantarlo per strada (e a strozzarlo) con i nastri da cui non si separa mai. E’ chiamata la Rosa Nera perché ovunque vada sparge petali neri. Anche lei equivoca alla grande e non esita a far uso di sonniferi, pozioni e gas paralizzanti per togliere di mezzo le avversarie o catturare Ranma. Non è sorella di Kuno, ma una kunnoichi immortale pazza e solitaria innamorata di Ranma. Poiché lui l’ha sempre respinta, lei ha ucciso o ha tentato di uccidere tutti coloro cui lui si è affezionato. Ranma ha tentato più volte di farla fuori, ma non è mai riuscito a concepire – come altri immortali – di uccidere donne (soprattutto se folli di amore per lui e per lui disposte a morire) e bambini. Come l’originale fa uso di droghe, sonniferi e pozioni per togliere di mezzo i nemici o costringere Ranma a stare con lei, ma in più è un’assassina senza scrupoli che fa uso di fruste taglienti al posto dei nastri.

Shampoo

Avvenente cinese della tribù delle Amazzoni, viene battuta dalla ‘ragazza col codino’ in un torneo e da allora giura di ucciderla per ripristinare il suo onore, inseguendola ovunque vada. Quando però viene battuta da Ranma in casa Tendo, in base alle leggi del suo villaggio deve sposarlo. Non si capisce se sia davvero innamorata di lui o vuole a tutti i costi che lui la sposi per poter tornare in Cina. Pare comunque che alla fine se ne innamori davvero e pazienza se lui e la ragazza col codino siano la stessa persona. Si trasforma in gatta a causa delle sorgenti maledetti e viene raggiunta in Giappone della nonna, Cologne, perché la aiuti a conquistare Ranma. Le due, insieme, aprono poi un ristorante. Infida e testarda, considera ogni affronto una macchia sul suo onore che va lavata col sangue. Non esita a ricorrere al ricatto pur di convincere Ranma a sposarla o per lo meno ad uscire con lei: tira infatti sempre fuori un nuovo ritrovato cinese in grado di ‘guarire’ Ranma dalla sua maledizione, ma alla fine si tratta sempre di una bufala. Shampoo mantiene le caratteristiche dell’originale: è testarda e infida, ma è riuscita a farsi sposare da Ranma. Lui avrebbe potuto comunque rifiutarsi di convolare a nozze con lei e lasciarla al suo destino, ma ha finito per sfruttare le sue bugie per i propri scopi: come suo marito, è entrato a far parte della tribù delle Amazzoni, carpendo loro tutti i segreti riguardanti le arti marziali che gelosamente custodiscono. Anche qui Shampoo amava davvero Ranma, ma non sapeva cosa l’attendesse sposandolo.

Mousse

Spasimante cieco come una talpa di Shampoo (indossa infatti occhiali spessi come fondi di bottiglia), è da lei rifiutato perché l’ha battuto nella lotta quando avevano solo tre anni. Nonostante ciò, continua a seguirla ovunque vada, anche alle sorgenti maledette, dove finisce per trasformarsi in una papera. Odia Ranma e cerca in ogni modo di neutralizzarlo. Indossa sempre una lunga tunica nelle cui maniche nasconde ogni tipo di arma, soprattutto lunghe catene. Qui è cieco davvero, nel senso che ha lasciato che la malattia facesse il suo corso e lo rendesse cieco per sempre pur di non vedere Shampoo sposata (felicemente) a un altro. Odia ovviamente Ranma non solo perché gliel’ha portata via, ma anche perché l’ha resa infelice, in quanto non l’ha mai amata, anzi, secondo lui l’ha sempre e solo disprezzata. Si è ritirato in un monastero in Giappone in attesa che, alla morte di Shampoo, il suo rivale tornasse per poterlo uccidere.

Akari

Timida e introversa, è la spasimante di Ryoga, ma all’inizio non ha il coraggio di dichiarargli il suo amore. Dopo aver scoperto che può trasformarsi in un maialino, il suo amore per lui aumenta a dismisura: Akari infatti ama i maiali alla follia, in quanto la sua famiglia alleva maiali lottatori di sumo, per cui ritiene Ryoga perfetto per lei. Lui, pur amando Akane, accetta di uscire con lei, probabilmente perché disperato: ormai sa che Akane ama solo Ranma. Qui ha un carattere più risoluto, ma rimane sostanzialmente una ragazza riservata, disposta a sacrificare anche se stessa per l’uomo che ama, pur senza trovare il coraggio di dichiarargli ciò che prova per lui. Soffre in silenzio per l’amore che Ryoga nutre per Akane, ma pur di vederlo felice è disposta ad accettare di saperlo sposato a un’altra.

Tofu

Medico innamorato perso di Kasumi al punto da perdere il raziocinio in sua presenza (e mettere in pericolo la salute dei suoi pazienti), ha un ambulatorio-clinica non lontano da casa Tendo. Inizialmente prima Genma sotto forma di Panda, poi Shampoo prima dell’arrivo di Obaba lavorano per lui come assistenti. Ha una conoscenza vastissima in campo medico, spaziando dalla medicina tradizionale cinese, a quella giapponese, a quella occidentale. E’ anche un formidabile artista marziale e depositario di una cultura che si può dire quasi pari a quella di Obaba e Happosai. Anche qui è un medico, ma anche un monaco. Ha prestato le sue cure ad Akane fintantoché lei ha vissuto a Edo; quando poi la giovane si sposta a Nagoya, entra a far parte del suo seguito, in quanto ormai è il suo medico personale. Ama segretamente Kasumi ed è certo di essere contraccambiato, quindi spera di poterla rivedere alle nozze di Akane. Il carattere è il medesimo che nel manga/anime, salvo che non indossa gli occhiali e non perde la testa ogni volta che vede Kasumi saltellando come un idiota per la strada. Fra l’altro, non è sempre stato un monaco: il caro dottore ha un passato piuttosto oscuro, ma date le sue notevoli quanto insolite abilità marziali, non si fatica a intuirlo…
feb
04

Ho passato una settimana infernale su due bozze contemporaneamente, non mi sembra vero di esserne uscita viva. Lo stesso giorno in cui ho avuto il colloquio alla Plan.ed e Cimaglia mi ha mollato la bozza della prossima raccolta di racconti di Keret, sono andata alla Mediterranee a consegnare una bozza e prontamente la Mediterranee me ne ha appioppata un’altra. Così ho avuto due bozze in un giorno, da restituire nel medesimo giorno, cioé ieri. Per fortuna la bozza di Keret era di una facilità imbarazzante, per cui l’ho restituita martedì. L’avrei riportata anche prima, venerdì o al massimo lunedì, se non fossi stata alle prese con Lo Yoga della potenza: 260 pagine di seghe filosofiche sul tantrismo zeppe di termini sanscriti e di refusi spaventosi. Il tutto scritto in un italiano anni ‘30 che fa venir voglia di sbattere la fronte contro gli stipiti delle porte. Mi sono occorsi 6 giorni per leggere ’sto mattone, più un giorno per controllare i termini sanscriti tramite il file pdf che mi sono fatta mandare via mail altrimenti mi strappavo i capelli.
Ora sto così: @____@
Ma almeno il cellulare tace: né Paola Canonico, né Cimaglia si sono fatti ancora vivi. O_o Dovrei approfittarne per studiare giapponese sui doujinshi di Ranma e magari iniziare legislazione turistica, sarebbe ora. o_O
Però ho tanto sonno… u_____u
Magari mi corico un pochino, solo un po’… XDD

gen
26

toocuteicons08 Ci voleva, il maialino danzante di Sammy, perché nessuna icon potrebbe esprimere meglio come mi sento in questo momento! *_* Torno ora dalla Mediterranee, non ho ancora pranzato, sono stanca e infreddolita (qui piove a dirotto e tira pure vento), ma sono stra-fe-li-ce!
Stamattina, prima di recarmi dalla Mediterranee a consegnare una bozza corretta, Cristiana mi ha portato alla Plan.ed, di cui vi avevo già parlato, per un colloquio conoscitivo. Bene, sono uscita da lì con una bozza in mano della casa editrice E/O da riportare corretta mercoledì 3 (che si aggiunge alla mega bozza sullo Yoga che la Mediterranee mi ha dato oggi e pure quella è da riportare il 3, massimo il 4 >_>). Questa bozza altro non è che una raccolta di racconti intitolata La notte in cui morirono gli autobus, di Etgar Keret, autore israeliano che non avevo mai sentito, ma di cui la E/O ha pubblicato diverse opere. Una di queste, Abram Kadabram, me la sono ritrovata nella busta della bozza: non ho capito se il dott. Cimaglia me l’abbia data per farmi capire che tipo di autore sia (e pure regista: ha vinto a Cannes il premio Caméra d’Or con il film Meduse) – surreale/comico, mi pare di capire – o se me l’abbia regalato. °_° Glielo riporterò la prossima volta – magari dopo averlo letto – e glielo chiederò. ^_^
Ora la ciliegina sulla torta: la Plan.ed paga 0,70€ ogni 2000 battute (contro i 0,50 della Mediterranee) e tutti i mesi (invece che ogni tre)! Al prossimo incontro porto loro le mie coordinate bancarie. *_*
Yuppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!

gen
24

Ho finito da poco di leggere La Montagna dell’Anima, romanzo semi autobiografico di Gao Xingjian, scrittore e pittore naturalizzato francese dopo che la Cina l’ha dichiarato “persona non grata”. Qui potete leggere cosa penso di un’opera dal valore universale, intuito pungente e ingenuità linguistica che hanno aperto nuove strade al romanzo e al teatro cinese, questa la motivazione con cui la Svenska Akademien l’ha premiato con il Nobel nel 2000. Scusate, è stato più forte di me, DOVEVO essere dissacrante.
Bene, sapete cosa vi dico? Non comprerò mai più un premio Nobel, nemmeno per 4 euro su una bancarella. L’avevo messo nella lista dei desideri, l’ho trovato per caso in vacanza e adesso lo butto nel cassonetto, perché ormai sono convinta che il Nobel non sappiano più davvero a chi accidenti appiopparlo e tirino a sorte. Ma chi sono i fortunati i cui nomi finiscono nel cappello? Ovviamente autori mai sentiti, ma immancabilmente, pallosamente impegnati (e forse per questo mai sentiti). Come sarebbe a dire ‘impegnati a fare che?’ Ma è ovvio: a scassare i marroni ai potenziali lettori al grido di ‘guardate quanto sono profondo!’. Vogliono essere profondi et evocativi? Benissimo, ma che lo facciano senza tediare a morte!

gen
23

Finalmente, grazie all’aiuto di Alfy – santo subito! – ho imparato a usare come dio comanda uno scanner vecchio come il cucco (l’ho acquistato nel XX secolo…), ovvero ho capito come scannerizzare un’immagine in modo che riproduca il più fedelmente possibile il disegno originale (tecnologiaaaa, portami viaaaaa…). Ecco il risultato, potete confrontare questa scansione fresca fresca con i miei disegni su DeviantArt:

Ranma - IV capitolo

Ranma - IV capitolo

PS: ho usato come modello questo disegno.

Category: NRSU  5 Comments
gen
19

Oggi ho ricevuto due chiamate sul telefonino: una da parte della Mediterranee per dirmi che aveva una nuova bozza da farmi correggere, ma questa me l’aspettavo; l’altra da parte di Cristiana, la mia amica consulente letteraria. Alla Plan.ed, cui qualche giorno fa avevo spedito il curriculum, serve un correttore di bozze. La Plan.ed è una società di servizi editoriali i cui principali clienti sono la Fazi, la Minimum Fax, Edizioni E/O, DeriveApprodi e la Giulio Perrone Editore. Ecco perché nessuna di queste case editrici ci ha mai risposto ogni volta che mandavamo loro i nostri curricula.
Venerdì pomeriggio, mi ha detto Cristiana, devo chiamare Dario Gimalia per confermare l’appuntamento già preso da Cristiana per martedì 26 a mezzogiorno. Se farò al caso suo e la paga non sarà da fame, posso considerarmi sistemata, tra Plan.ed e Mediterranee. Il problema sarà continuare a seguire i corsi di lingua e studiare per il patentino di guida turistica, perchè voglio sempre conseguirlo, ci ho speso 100 euro in tasse del cavolo. E poi non si sa mai.
La cosa bella è che queste chiamate mi sono arrivate mentre ero praticamente fuori Roma, in una zona dove il telefonino non prendeva, a cercare una cucina per la casa nuova. Risultato: non abbiamo ancora deciso a chi affidare i lavori di ristrutturazione che dovrebbero iniziare a febbraio e terminare ad aprile/maggio, ma ho già la cucina in legno massello color vinaccia. Il tempo di andare da nonna per pranzo e siamo ripartiti per iniziare a vagliare le mattonelle per la cucina e i due bagni. Risultato: ho abbandonato senza rimpianti l’idea di rivestire i bagni con mattonelle fatte di tessere di mosaico perlato in favore di mattonelle che imitano alla perfezione le lastre di marmo, a cominciare dalla forma rettangolare e dalle dimensioni notevoli. Idem per quanto riguarda la doccia: adesso la voglio rettangolare in muratura con tanto di sedile, non più tutta di vetro e plastica.


Per concludere in bellezza, ho quasi terminato la revisione del IV capitolo di NRSU. Dopo aver scritto il post precedente, infatti, sono andata a dormire e il mattino dopo sono andata a casa di Alfy, dove sono rimasta sabato e domenica. Beh, è successo che in quei due giorni mi sono venute idee per NRSU, Hiken e L’esca. Tutto insieme, ovviamente. Ho pensato di dare la precedenza al IV cap per il semplice fatto che andava solo riveduto e corretto, in quanto ormai terminato. Poi ho letto l’ultimo intervento di Sammy e ho capito che finora mi sono sforzata di scrivere. Nonostante i numerosi lampi di ispirazione, finora ho scritto poco e cancellato tanto, ovvero ho concluso poco e niente, perché mi sforzavo di cavare qualcosa dal mio cervello non in funzione del mio divertimento, ma di chissà quale prospettiva futura. Sono stata davvero sciocca. Continuerò quindi a scrivere ogni volta che ne avrò la possibilità, ma anziché cercare in ogni modo di concentrarmi a tutti i costi su una determinata storia solo perché ho deciso che deve avere la precedenza sulle altre, lascerò che sia l’ispirazione a guidarmi, dove mi porterà in quel momento, andrò. Dove vado, vado, e come viene, viene. Per rimediare agli errori c’è sempre tempo.

PS: senpai, sono contenta che i miei rari post sulla scrittura ti siano stati utili, ti ringrazio quindi per l’apprezzamento e spero che anche il link che ho messo sul forum – sezione Scribing – risulti utile. Penso che in proposito scriverò un post anch’io.

gen
16

Sì, ci sto pensando seriamente, non ha senso tenere aperto questo blog quando non ho nulla da dire, perché a parte aggiornare i miei scazzi – di cui non vedo perché dovrebbe importare a qualcuno – non ho altro da scrivere: non postando più qui NRSU, né trovando il tempo di dedicarmi alle originali, cosa posto? Non sono il tipo da ‘diario’, non amo raccontare i fatti miei, vorrei limitare i post al mondo della scrittura, invece mi pare che accada esattamente il contrario.
Al limite potrei usare questo spazio unicamente per postare i capitoli delle storie originali, ma raramente trovo il tempo per mandarle avanti e quando lo trovo non lo sfrutto a dovere, complice anche il fatto che ormai trovo sempre più inutile, anzi, ridicolo pensare di dedicarmi seriamente alla scrittura: non penso siano le idee a mancarmi, quelle mi pare che ogni tanto si facciano vive, forse a mancarmi sono gli stimoli, lo sprone, un motivo per farlo.
Bah, Alfy mi sta dicendo di pensarci bene e di parlarne domattina, quindi auguro la buonanotte a chi passerà di qui.

gen
11

Se andate qui http://www.efpfanfic.net/categories.php?catid=13&parentcatid=13, troverete una bella sorpresa: Erika ha deciso di far segnalare dai lettori le storie meritevoli di finire fra le Scelte direttamente nel fandom di Ranma (e solo quello), quindi non è più necessario segnalarle nell’apposita sezione sul forum di EFP. Direi che è un’ottima idea, l’importante è specificare bene perché si segnala una determinata storia, non basta scrivere il nome dell’autore e/o il titolo della ff, la quale deve essere scritta in ITALIANO, completa o regolarmente aggiornata.
Naturalmente gli amministratori non prenderanno le segnalazioni per oro colato, ma andranno a controllare che la storia segnalata sia effettivamente meritevole di finire tra le Scelte (ci mancherebbe). Chissà che valanga di richieste gli arriverà, soprattutto da parte di bimbeminkia che faranno a gara per segnalare la storia del cuore più idiota del momento. Povera Erika, non vorrei essere nei suoi panni… XDD
Bien, io ho già iniziato segnalando le storie più belle di Moira, a seguire segnalerò quelle di Breed, Kuno, Riccardo e pochi altri, visto che è possibile fare segnalazioni a più riprese. Peccato che il fandom scarseggi di autori validi e quelli più bravi hanno quasi tutti lasciato incomplete le storie migliori. >_>

gen
04

Aggiorno solo per avvertire chi passasse di qui che ho postato il VII capitolo della Gatta Morta su EFP e che ho terminato di riscrivere il IV capitolo di NRSU (@Sammy: se vuoi e hai tempo di betaleggerlo dimmelo che te lo spedisco).
A parte ciò, vorrei sfogarmi vomitandovi addosso due mesi di disperati tentantivi – andati ovviamente a vuoto – di buttare giù una pagina che è una di almeno una delle mie storie originali. Ma non lo farò, non ora almeno. Mi ero ripromessa di aggiornare il blog all’inizio delle festività, invece sono così depressa che mi sono ridotta al 4 di gennaio e comunque non mi va di scrivere niente, lo trovo inutile come i miei patetici tentativi di scrivere qualcosa di orginale. Bien, sarà per un’altra volta, cioé quando alla depressione subentrerà l’incazzatura, allora sì che tornerò qui a vomitare insulti (a me stessa, sia chiaro, li voglio vedere nero su bianco).
Adieu.

nov
12

Internet mi distrae e deconcentra ormai a livelli spaventosi: non riesco a scrivere e a studiare con continuità e concentrazione, ergo tornerò quando avrò ripreso in mano le redini della scrittura (avrò cioè progredito nella stesura di Hiken, de L’esca e terminato i due cap in sospeso delle due ff) e avrò ingranato lo studio delle lingue.
Besos a tutte! ^o^

PS: a proposito di ff, terminati NRSU e la Gatta Morta, mi dedicherò a tempo perso a quella su HnK iniziata molti mesi fa, dopodiché non ne scriverò più. ^_-