Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del racconto più celebre di Kafka, La metamorfosi.
Per chi non se lo ricorda, non l’ha mai letto, non sa nemmeno che esiste, ecco qua il riassunto (da Wikipedia):
È la storia di un uomo comune, Gregor Samsa, un modesto impiegato che un mattino si sveglia e si accorge di essersi trasformato in un insetto. La prima reazione dell’uomo non è di sgomento, né di meraviglia per il suo nuovo stato, ed anzi si preoccupa più del modo in cui andare al lavoro (è commesso viaggiatore) in quelle condizioni (doveva mantenere la sua famiglia), tenendo conto anche del fatto che è in ritardo. Nonostante i suoi tentativi di tenere nascosta la sua situazione al resto della famiglia, al procuratore, ed al suo datore di lavoro, il procuratore riesce ad entrare nella stanza. Il terrore che colpisce i suoi familiari ed il procuratore, tuttavia, li obbliga a richiudere immediatamente la porta, spingendo il povero Gregor dentro con un bastone. La vista di Gregor in quelle condizioni porta a reazioni di orrore in tutti loro (la madre sviene, il padre piange ed il procuratore ha un gesto d’orrore).
Il resto del racconto narra della nuova vita di Gregor Samsa, abbandonato da tutti tranne che dalla sorella Grete che si preoccupa di lui e gli procura il cibo. Le reazioni del padre e della madre sono tuttavia ancora ostili: una volta Gregor prova ad uscire dalla sua stanza, provocando lo svenimento della madre e l’attacco del padre con il lancio di alcune mele: una di queste lo colpisce e lo ferisce e rimane conficcata nel dorso. Gregor inizia, pur mantenendo le sue facoltà intellettuali, a comportarsi come un vero insetto, seguendo i suoi istinti, provando perfino soddisfazione nel camminare sui muri o nel mangiare cibo stantìo e andato a male.
Dopo poco tempo, tuttavia, Gregor viene completamente abbandonato a sé stesso, anche dalla sorella che nel frattempo ha trovato un lavoro. Agli occhi della famiglia, egli è divenuto un peso, visti anche i problemi economici che i familiari devono affrontare a causa della perdita del lavoro di Gregor, unico componente della famiglia che lavorava. Il padre, con cui aveva avuto dei contrasti, arriva persino a pensare a come liberarsi del figlio, visto ormai solo come un mostro. Gregor comincia a star male, a rifiutare il cibo che gli viene offerto fino a giungere ad una morte lenta, causata dalla sua cachessia.
Si sbarazza infine del cadavere di Gregor la governante ad ore della casa. I genitori si accorgono dello sviluppo fisico della figlia, che, divenuta una bella ragazza, si avvicina all’età del matrimonio. La famiglia infine decide di trasferirsi in una dimora più piccola.
Come sua abitudine, Kafka si è ben guardato dal fornire una qualsiasi spiegazione, perfino di far fare ai suoi personaggi delle ipotesi, circa la trasformazione del protagonista in un grosso insetto. Come ha fatto Gregor, dalla sera alla mattina, a ritrovarsi trasformato? Perché gli è accaduta una cosa simile? Nessuno lo sa, nessuno azzarda spiegazioni, nemmeno l’autore, che pure usa il narratore onniscente. Ma Kafka è così, ti mette davanti al fatto compiuto, prendere o lasciare.
La metamorfosi è considerato un capisaldo della letteratura mondiale, perché Attraverso la condizione ripugnante del protagonista e la sostanziale incapacità dei parenti di instaurare con lui un rapporto umano, l’autore vuole rappresentare l’emarginazione alla quale il “diverso” viene tragicamente condannato nella società. L’insetto non simboleggerebbe altro che questo “diverso”. La metafora dell’insetto rappresenta la dipendenza di Gregor dalla famiglia e la negazione della sua libertà artistica espressiva nella letteratura. Già in una lettera alla sorella Elli, Kafka aveva definito la famiglia come un “contesto veramente animale”, che soffoca la libera espressione dell’individuo con l’egoismo oppressivo di un amore “assurdo e bestiale”. Nonostante la famiglia di Gregor tenti, almeno inizialmente, di mantenere un contatto con lo sventurato, si percepisce quasi subito il ribrezzo che suscita in loro la vista della condizione ributtante nella quale egli versa. Nemmeno lo stretto grado di parentela e il ricordo di un passato normale riescono a salvare Gregor dalla condanna alla quale sembra, fin dalle prime battute, destinato. Dapprima, scoperta la nuova condizione dell’uomo, raccapriccio; poi paura di avere contatti diretti con esso, tant’è che il poveretto decide di nascondersi, quando gli viene portato il cibo, per non suscitare spavento; poi insofferenza (che si manifesta nel lancio di mele, da parte del padre, al povero Gregor che viene gravemente ferito) e infine rassegnazione: Gregor è diventato un peso, i familiari stessi si augurano che muoia. La madre, il padre e la sorella ne sono comprensibilmente affranti, tuttavia sanno che quella è l’unica via d’uscita da una situazione divenuta oramai insostenibile [Wikipedia].
I critici hanno ricondotto dunque la vicenda di Gregor a un’allegoria e se ne sono strasbattuti sul fatto che Kafka non abbia dato spiegazione alcuna sull’improvvisa trasformazione del protagonista in un insetto, perché di fronte ai vari ‘temi’ trattati dall’autore, chissenefrega della plausibilità, si possono chiudere anche tutt’e due gli occhi.
Gregor non si sveglia una mattina incapace di muoversi perché colpito, che so, da una rara malattia che gli ha deformato gli arti fino a renderli inservibili e dunque è diventato un peso per la famiglia che deve sopportare un malato deforme incapace di muoversi e di comunicare. No, Kafka ha preferito puntare sul surreale, sull’assurdo (che pare possibile, però: nessuno si dà spiegazioni, nessuno chiama un esorcista, ci si limita a vergognarsi del proprio ‘parente’) e far svegliare Gregor trasformato in un insetto gigante.
Bene, provateci voi a scrivere oggi un soggetto del genere e a non essere accusati di esservi sniffati cocaina tagliata male.
Quindi la conclusione qual è? Tema impegnato: 1 – Plausibilità: 0
Non ci credete? Allora facciamo un altro esempio: Il ritratto di Dorian Gray. Altro capolavoro della letteratura mondiale denso di temi e di significati, altro fenomeno sovrannaturale senza la minima spiegazione (il ritratto invecchia al posto di Dorian), altro ‘chissenefrega’ da parte dei critici, perché siamo di fronte a un capolavoro.
Dunque se scrivete fantasy, fantascienza, romance, soprannaturale, horror, quello che vi pare, se siete in grado di affrontare con maestria i grandi temi impegnati del nostro tempo, sappiate che della plausibilità, delle spiegazioni, dei perché e i percome ve ne potete anche sbattere, parola di critico letterario.
Se invece volete scrivere ‘solo’ per divertimento, per intrattenere, allora state in guardia, perché la plausibilità è fondamentale. Ma state tranquilli: nessun critico letterario vi si cagherà, anzi, farà finta che voi nemmeno esistiate, altrimenti a quest’ora Stephen King sarebbe stato annoverato fra i più grandi scrittori del Novecento. Perché King ha scritto dei racconti/romanzi assurdi quanto quello di Kafka, ma anziché arricchirli di significati e di tematiche, ha cercato di dare una spiegazione, un senso, quando possibile, a quel che accadeva (affinché il lettore avesse l’illusione che un senso, una spiegazione, certi fenomeni potessero anche averlo).
Errore! Se ci tenete a vincere il nobel o anche solo a essere presi in considerazione come scrittori maturi, ‘impegnati’, mai dare spiegazioni! Le spiegazioni devono venir da sé, oppure non esserci affatto. Dopotutto, cosa sono le spiegazioni, la plausibilità, di fronte ai grandi temi impegnati del nostro tempo? Assolutamente niente. ^_^
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