Iniziata la stesura de Il bracconiere: pov unico, narrazione al presente.
Ambientazione: versante russo del fiume Amur.
Attore che presta il volto al protagonista Vasili Turjev: Vladimir Mashkov, l’interprete di Sasha nel film Behind Enemy Lines. Con quella faccia, il bracconiere non poteva che essere lui.

Rinumerati tutti i capitoli di NRSU su EFP, che ora seguono la numerazione del sito di Erika, per cui il capitolo attualmente in stesura è l’VIII, non più il VII, che invece è online.

Ho ripreso a disegnare, che il karma me la mandi buona.

Ho mandato a quel paese Genti e Paesi (il gioco di parole non è voluto) e inviato il curriculum all’UPTER con i progetti di insegnamento, ma per ora tutto tace.

Stampato il modulo da compilare per partecipare al concorso della Zétema come custode nei musei di Roma che la società gestisce. Anche qui: che il karma me la mandi buona.

Forse ci scappa un contrattino da collaboratrice esterna per il Ministero dei beni culturali: al museo di Palazzo Massimo alle Terme urge un archeologo con esperienza nell’archiviazione (in questo caso di foto d’epoca). Prima che la cosa vada in porto, però, potrebbero passare mesi…

Bon, torno a correggere una bozza sull’addestramento dei cavalli (sic!).

L’ho appena iniziato e già ci sto sbattendo il grugno. E meno male che sarà composto da soli 4 paragrafi, ma non per questo sarà meno lungo degli altri capitoli. Posso anticiparvi però che farà di nuovo la sua comparsa Ryoga, povero, mi ero del tutto scordata di lui e ho deciso di non seguire la vecchia versione in cui se ne tornava a casa ad aspettare la futura sposa, per poi farlo tornare di nuovo a Nagoya quando viene a sapere della scomparssa di Akane, non avrebbe senso: ergo, lui dal castello dei Tendo non si muove, la sua idea è quella di scortare Akane nel suo viaggio per Momoyama. Viaggio che, come già sapete, non farà mai… XDDD

E ora un po’ di info su di me: stamattina ho avuto un colloquio con Fiorello Tonin, presidente di Genti e Paesi, un’associazione culturale legata a doppio filo a RomeGuide. Ebbene, cerca una stagista part time che per 5 ore al giorno per 3 mesi gestisca il sito internet dell’associazione e al tempo stesso faccia da guida turistica per i loro clienti, quindi, se accetto, farei in parte lavoro d’ufficio (non retribuito) e in parte lavoro all’aperto (retribuito, ma da concordare quanto). Forse a fine stage ci scappa pure un compenso, se complessivamente ho svolto un buon lavoro. E poi? Beh, poi potrei anche continuare a lavorare per loro, se hanno abbastanza clienti da permettermi di aprire una partita iva senza che resti con l’acqua alla gola.
Credo proprio che accetterò, si tratta di un part time che mi darebbe la possibilità di continuare a correggere bozze per la Mediterranee (quindi di avere comunque un introito) e di fare esperienza come guida multilingua. *_*

E di questo ringrazio di cuore le mie beta Moira e Sammy che l’hanno rivoltato come un pedalino.
Stavolta niente disegni, almeno da parte mia: nel cap troverete un disegno a colori di Ran_neechan, che ringrazio sentitamente, un i-Pod virtuale, una foto e ben 3 video.
Non sono molto soddisfatta di questo capitolo, forse perché è di transizione. Comunque ho già iniziato la stesura del VII, anch’esso sarà di transizione, ma fino a un certo punto. ^_^
Bien, buona lettura! ^__^

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Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del racconto più celebre di Kafka, La metamorfosi.
Per chi non se lo ricorda, non l’ha mai letto, non sa nemmeno che esiste, ecco qua il riassunto (da Wikipedia):

È la storia di un uomo comune, Gregor Samsa, un modesto impiegato che un mattino si sveglia e si accorge di essersi trasformato in un insetto. La prima reazione dell’uomo non è di sgomento, né di meraviglia per il suo nuovo stato, ed anzi si preoccupa più del modo in cui andare al lavoro (è commesso viaggiatore) in quelle condizioni (doveva mantenere la sua famiglia), tenendo conto anche del fatto che è in ritardo. Nonostante i suoi tentativi di tenere nascosta la sua situazione al resto della famiglia, al procuratore, ed al suo datore di lavoro, il procuratore riesce ad entrare nella stanza. Il terrore che colpisce i suoi familiari ed il procuratore, tuttavia, li obbliga a richiudere immediatamente la porta, spingendo il povero Gregor dentro con un bastone. La vista di Gregor in quelle condizioni porta a reazioni di orrore in tutti loro (la madre sviene, il padre piange ed il procuratore ha un gesto d’orrore).
Il resto del racconto narra della nuova vita di Gregor Samsa, abbandonato da tutti tranne che dalla sorella Grete che si preoccupa di lui e gli procura il cibo. Le reazioni del padre e della madre sono tuttavia ancora ostili: una volta Gregor prova ad uscire dalla sua stanza, provocando lo svenimento della madre e l’attacco del padre con il lancio di alcune mele: una di queste lo colpisce e lo ferisce e rimane conficcata nel dorso. Gregor inizia, pur mantenendo le sue facoltà intellettuali, a comportarsi come un vero insetto, seguendo i suoi istinti, provando perfino soddisfazione nel camminare sui muri o nel mangiare cibo stantìo e andato a male.
Dopo poco tempo, tuttavia, Gregor viene completamente abbandonato a sé stesso, anche dalla sorella che nel frattempo ha trovato un lavoro. Agli occhi della famiglia, egli è divenuto un peso, visti anche i problemi economici che i familiari devono affrontare a causa della perdita del lavoro di Gregor, unico componente della famiglia che lavorava. Il padre, con cui aveva avuto dei contrasti, arriva persino a pensare a come liberarsi del figlio, visto ormai solo come un mostro. Gregor comincia a star male, a rifiutare il cibo che gli viene offerto fino a giungere ad una morte lenta, causata dalla sua cachessia.
Si sbarazza infine del cadavere di Gregor la governante ad ore della casa. I genitori si accorgono dello sviluppo fisico della figlia, che, divenuta una bella ragazza, si avvicina all’età del matrimonio. La famiglia infine decide di trasferirsi in una dimora più piccola.

Come sua abitudine, Kafka si è ben guardato dal fornire una qualsiasi spiegazione, perfino di far fare ai suoi personaggi delle ipotesi, circa la trasformazione del protagonista in un grosso insetto. Come ha fatto Gregor, dalla sera alla mattina, a ritrovarsi trasformato? Perché gli è accaduta una cosa simile? Nessuno lo sa, nessuno azzarda spiegazioni, nemmeno l’autore, che pure usa il narratore onniscente. Ma Kafka è così, ti mette davanti al fatto compiuto, prendere o lasciare.
La metamorfosi è considerato un capisaldo della letteratura mondiale, perché Attraverso la condizione ripugnante del protagonista e la sostanziale incapacità dei parenti di instaurare con lui un rapporto umano, l’autore vuole rappresentare l’emarginazione alla quale il “diverso” viene tragicamente condannato nella società. L’insetto non simboleggerebbe altro che questo “diverso”. La metafora dell’insetto rappresenta la dipendenza di Gregor dalla famiglia e la negazione della sua libertà artistica espressiva nella letteratura. Già in una lettera alla sorella Elli, Kafka aveva definito la famiglia come un “contesto veramente animale”, che soffoca la libera espressione dell’individuo con l’egoismo oppressivo di un amore “assurdo e bestiale”. Nonostante la famiglia di Gregor tenti, almeno inizialmente, di mantenere un contatto con lo sventurato, si percepisce quasi subito il ribrezzo che suscita in loro la vista della condizione ributtante nella quale egli versa. Nemmeno lo stretto grado di parentela e il ricordo di un passato normale riescono a salvare Gregor dalla condanna alla quale sembra, fin dalle prime battute, destinato. Dapprima, scoperta la nuova condizione dell’uomo, raccapriccio; poi paura di avere contatti diretti con esso, tant’è che il poveretto decide di nascondersi, quando gli viene portato il cibo, per non suscitare spavento; poi insofferenza (che si manifesta nel lancio di mele, da parte del padre, al povero Gregor che viene gravemente ferito) e infine rassegnazione: Gregor è diventato un peso, i familiari stessi si augurano che muoia. La madre, il padre e la sorella ne sono comprensibilmente affranti, tuttavia sanno che quella è l’unica via d’uscita da una situazione divenuta oramai insostenibile [Wikipedia].
I critici hanno ricondotto dunque la vicenda di Gregor a un’allegoria e se ne sono strasbattuti sul fatto che Kafka non abbia dato spiegazione alcuna sull’improvvisa trasformazione del protagonista in un insetto, perché di fronte ai vari ‘temi’ trattati dall’autore, chissenefrega della plausibilità, si possono chiudere anche tutt’e due gli occhi.
Gregor non si sveglia una mattina incapace di muoversi perché colpito, che so, da una rara malattia che gli ha deformato gli arti fino a renderli inservibili e dunque è diventato un peso per la famiglia che deve sopportare un malato deforme incapace di muoversi e di comunicare. No, Kafka ha preferito puntare sul surreale, sull’assurdo (che pare possibile, però: nessuno si dà spiegazioni, nessuno chiama un esorcista, ci si limita a vergognarsi del proprio ‘parente’) e far svegliare Gregor trasformato in un insetto gigante.
Bene, provateci voi a scrivere oggi un soggetto del genere e a non essere accusati di esservi sniffati cocaina tagliata male.
Quindi la conclusione qual è? Tema impegnato: 1 – Plausibilità: 0
Non ci credete? Allora facciamo un altro esempio: Il ritratto di Dorian Gray. Altro capolavoro della letteratura mondiale denso di temi e di significati, altro fenomeno sovrannaturale senza la minima spiegazione (il ritratto invecchia al posto di Dorian), altro ‘chissenefrega’ da parte dei critici, perché siamo di fronte a un capolavoro.
Dunque se scrivete fantasy, fantascienza, romance, soprannaturale, horror, quello che vi pare, se siete in grado di affrontare con maestria i grandi temi impegnati del nostro tempo, sappiate che della plausibilità, delle spiegazioni, dei perché e i percome ve ne potete anche sbattere, parola di critico letterario.
Se invece volete scrivere ‘solo’ per divertimento, per intrattenere, allora state in guardia, perché la plausibilità è fondamentale. Ma state tranquilli: nessun critico letterario vi si cagherà, anzi, farà finta che voi nemmeno esistiate, altrimenti a quest’ora Stephen King sarebbe stato annoverato fra i più grandi scrittori del Novecento. Perché King ha scritto dei racconti/romanzi assurdi quanto quello di Kafka, ma anziché arricchirli di significati e di tematiche, ha cercato di dare una spiegazione, un senso, quando possibile, a quel che accadeva (affinché il lettore avesse l’illusione che un senso, una spiegazione, certi fenomeni potessero anche averlo).
Errore! Se ci tenete a vincere il nobel o anche solo a essere presi in considerazione come scrittori maturi, ‘impegnati’, mai dare spiegazioni! Le spiegazioni devono venir da sé, oppure non esserci affatto. Dopotutto, cosa sono le spiegazioni, la plausibilità, di fronte ai grandi temi impegnati del nostro tempo? Assolutamente niente. ^_^

Ho mal di testa. Ho finito ora di correggere la parte di bozza che mi sono programmata di correggere per oggi, mancano 60 pagine alla fine, forse domani porto a termine ‘sta rottura e venerdì riconsegno al mittente. Non l’avrei mai detto, ma questo lavoro sta iniziando a rompermi: 1) guadagno pochissimo; 2) la Mediterranee non sa più che pubblicare, è alla frutta, così disperata che ripubblica cose che ha già pubblicato, per cui è raro ormai che mi capiti di leggere qualcosa di interessante.
D’altro canto ho solo questo “lavoro” al momento: Laura e io abbiamo lasciato curricula a destra e a manca alle varie associazioni culturali/cooperative turistiche di Roma, venerdì andremo all’ennesima, ma stavolta porto un progetto di tour, spero solo di fare in tempo a buttarlo giù. Forse dovrei mollare la Mediterranee per dedicarmi interamente a creare dal nulla il lavoro di guida turistica, perché se continuo a star chiusa dentro casa a correggere bozze non inizierò mai, o meglio, non avrò mai lo stimolo a iniziare.
E poi c’è la scrittura, già. Dicevo a Bluemary giusto ieri sera che scrivere non mi dà più alcuna soddisfazione, che ho il timore di essere ripetitiva, senza più idee. E alla fine mi rompo proprio. Forse ha ragione lei, è solo un momento di stanca dovuto alla stesura di un capitolo di transizione. Quando chattiamo vengo sempre assalita dalla voglia di scrivere, ma dura poco: appena vengo risucchiata dal vortice delle “cose da fare”, mi passa la fantasia. Così NRSU langue, ma in buona compagnia: insieme a lui ci sono Hiken, Il bracconiere, L’esca, Afrodisia che aspettano da anni di essere presi in seria considerazione. Non è che non ci abbia provato, cari parti della mia mente malata, ma se tutto ciò che scrivo sembrano cagate di uccello, che faccio, dò in pasto ai lettori cacca bicolore? La verità è che per starci con la testa non dovrei avere le preoccupazioni economiche che invece ho, dovrei non aver bisogno di lavorare. Invece ho un bisogno disperato di un’occupazione remunerativa. Nel frattempo sto mettendo in vendita su ebay, poco alla volta, la mia collezione di scarpe (e anche qualcosa che mia madre non mette più/non ha mai messo). Giuro, non sto scherzando, vedere per credere: hyuzan.
Niente, devo darmi da fare per far partire il lavoro di guida, anche se so già che sarà un’impresa titanica, non immaginate che palude di merda sia, l’ambiente delle guide turistiche. E io mi ci dovrò buttare a candela senza nemmeno più il salvagente della casa editrice a tenermi a galla: a un certo punto, o l’uno o l’altra. u_u

Postata per intero La Gatta Morta anche su FanWorld, ringrazio Bluemary per avermi convinto a postare anche su questo sito, dove a breve pubblicherò anche i capitoli di NRSU.
Per chi non lo sapesse, FanWorld funziona quasi come EFP e per certi versi è meglio: innanzitutto è più facile pubblicare, perché non c’è bisogno di aggiungere i tag html ai capitoli, ci pensa l’editor del sito, per cui è sufficiente copiaincollare il testo nell’apposito spazio, apportare le eventuali modifiche (centrare il titolo nella pagina, ad esempio) et voilà: capitolo pubblicato. Anche su FW potete mettere autori e storie fra i preferiti, è possibile rispondere alle recensioni, creare delle raccolte, aggiungere un avatar al proprio profilo. Anche FW ha un forum e una pagina FB. Ma a differenza di EFP, non è ancora stato invaso dai bimbiminkia: pare un’oasi e spero che duri…

17
gen

Ho sempre meno voglia di aggiornare questo blog, la mia latitanza è abbastanza eloquente in proposito, ma almeno posso usarlo come valvola di sfogo, chissenefrega se non ci viene nessuno. Tuttavia sono sicura che se minacciassi di proseguire qui NRSU si riempirebbe di nuovo. Peccato che questa volta sarei io a scegliere chi avrebbe accesso ai post protetti da password, non accetterei suppliche nemmeno se pagata.
Esatto, inutile girarci intorno: sono rimasta enormemente delusa da tanti autori/lettori che mi hanno spronata a finire la Gatta Morta dicendo che non vedevano l’ora di poter finalmente leggere l’ultimo capitolo, per poi, una volta pubblicato, avere il coraggio di dirmi – su FB – che l’hanno letto e gli è piaciuto tanto. Dopodiché, silenzio di tomba. Proprio così, sono spariti, nessun commento lasciato su EFP, nemmeno due misere righe.
Ma se fossero spariti veramente, almeno sarebbero stati coerenti: invece no, perché poi sono riapparsi per commentare su EFP altre ff. E la mia? ‘Sti cazzi, avranno pensato, tanto è finita, non vale la pena lasciare una recensione, l’autrice non va incoraggiata a proseguire.
Sbagliato. La sottoscritta si è sentita presa per il culo. E si è incazzata. Perché la qui presente non ha tempo da perdere, ora meno che mai. Perché se mi si supplica di finire/pubblicare al più presto, se mi si promette di recensire quanto prima e poi si recensiscono altri buttandomi nel dimenticatoio dopo che mi sono fatta il mazzo per farvi contenti, mi incazzo come una iena. Ricordatevi che sto portando avanti – con grande fatica – un’altra ff: se le recensioni all’ultimo cap della GM sono inferiori al previsto (cazzo, 12 in un mese e con le vacanze natalizie di mezzo, vergogna!), non mi sento certo spronata a continuare NRSU. Anzi, a questo punto se la porto avanti e continuo a pubblicarla su EFP – ringraziate Bluemary di questo – lo faccio solo per coloro che commentano regolarmente aiutandomi così a migliorare, ma vien da sé che non mi sforzerò troppo di essere celere negli aggiornamenti come mi ero ripromessa di fare una volta terminata la GM.
Quindi, per tutti quelli che seguono NRSU e sperano in un aggiornamento rapido, ringraziate coloro che mi hanno presa in giro con la GM se me la prenderò comoda a proseguie il capitolo 6, che avevo pensato di pubblicare per fine gennaio: adesso se ne riparla a febbraio. Forse.
Dopotutto ho cose molto più importanti da fare che scrivere ff.

PS: ti ringrazio di nuovo di cuore, Bluemary, per l’appoggio e l’incoraggiamento che mi hai dato, perché senza il tuo sostegno penso che alla fine avrei mollato. Grazie alle nostre chiacchierate, invece, alla fine ho capito che non vale la pena prendersela per chi va e viene: perciò è per coloro che davvero mi sostengono che d’ora in poi scriverò, ovvero solo per te e pochi altri, tesora. *_*

PPS: il cap 6 è completo al 60%. ^_^

Ho tanto a cuore questo blog, che stamattina mi sono ricordata col quasi di pubblicizzare anche qui che ho postato su EFP l’ultimo capitolo della Gatta Morta. L’amata ff comica è finita e mi auguro che il finale sia di vostro gradimento, visto che ho cercato sì di rispettare lo spirito della Takahashi, ma con un occhio di riguardo per i fan della coppia Ranma-Akane… ^__^
Nella ff ho inserito anche una fanart inedita di Kelou, cui ho dedicato il capitolo per ringraziarla delle numerose fanart che ha disegnato ispirandosi proprio alla Gatta. *__* Ringrazio naturalmente di cuore anche Laila, che mi ha suggerito la trama, e il fratellone Rik, che mi ha fatto da betareader. Grazie, infinte, a tutti coloro che mi hanno seguita, recensendo e inserendo la ff tra le preferite e/o le seguite. Auguro a tutti buona lettura e buone feste! *__*

Cercando fanart di KJ sul web, ho trovato un suo disegno veramente istruttivo (cliccaci per ingrandire):

Misure a confronto

E’ vero, allora, che Akane ha il seno più piccolo di tutti i personaggi femminili di Ranma 1/2, ha ragione il codinato a vantarsi di avere un seno più grande del suo (e come donna è anche più basso)! XDDD Lo so, manca Kodachi, ma essendo la svitata una ginnasta, dubito che abbia chissà quali curve…
Bene bene, questa fanart fa al caso mio, avevo giusto in mente una scena in NRSU che avrebbe sconvolto i fan ormai abituati a vedere e soprattutto a leggere ff dove Akane ha il fisico di una pinup, con le curve generose più perfette che si siano mai viste (sic! ç____ç). Questo “studio” di KJ invece conferma i miei sospetti: come sberleffa sempre Ranma, Akane ha i fianchi “larghi” e il seno “piccolo” (si fa per dire, dovrebbe comunque essere una III) rispetto alle rivali. Ma non per questo è meno attraente, giusto? ^_-

Sicuramente ve ne sarete già accorti, ma in caso così non fosse, vi ragguaglio io (l’ultima a scoprire le cose): è possibile già da un po’ consigliare una storia, un autore o un intero fandom di EFP su Facebook. Basta cliccare su Consiglia nell’angolo in alto a sinistra della pagina autore (dal 6/11 spariranno le immagini caricate nel profilo, dovrete ricaricarle nella sezione Note dell’autore – seguite la procedura descritta – e potrete anche aggiungere un avatar 50×50), o nell’angolo in alto a destra di un capitolo qualsiasi della ff/storia originale che si vuole consigliare di leggere, o ancora della home page di un fandom. E il gioco è fatto.
Bene, ora che ho fatto la scoperta dell’acqua calda, inizierò subito a invadere FB di consigli per la lettura… XDD