I libri, ovviamente, una mania più subdola e quindi pericolosa delle scarpe. Le scarpe firmate costano tanto anche quando sono ultra scontate, è difficile pagarle poco, quanto scarpe ‘comuni’.
I libri, invece, no.
I libri sono lì che ti tentano in ogni modo possibile: con sconti continui, con copertine accattivanti, con prezzi modici, con una bella edizione rilegata. Quando poi ti imbatti nei negozi remainders – con sconti che arrivano anche al 70-80% – o in quelli che vendono libri usati, è finita.
Il problema è che, da quando è stato adottato l’euro, i prezzi – si sa – sono raddoppiati rispetto alla lira e senza un reale motivo. Già al tempo della lira un libro con copertina rigida con costava poco: 23 – 25,000 lire in media, per arrivare anche a 30 – 35,000. Un tascabile costava sulle 12 – 15,000 lire. Due sabati fa, Moira non ha resistito alla tentazione e di fronte all’ultimo romanzo di King – appena uscito in edizione rilegata – ha speso 23,90€ (46,000 lire circa).
Per farvi capire fino a che punto gli editori italiani hanno perso la testa nei confronti di un mercato che vede ben il 60% della popolazione leggere un solo libro l’anno e il 37% manco quello (dati del 2007), vi porto come esempio Alfy. Stufo di spendere troppi soldi per pubblicazioni che oltretutto sono spesso di scarsa qualità, si è rivolto ad Amazon.com, visto che l’inglese lo conosce talmente bene da poter leggere romanzi in lingua originale. Tempo fa ha comprato dunque su Amazon l’ultima opera di Tolkien, The Children of Hurin (in Italia I figli di Hurin). Per l’edizione rilegata con sovraccoperta, splendidi disegni e cartine ha speso circa 17,00$ – più o meno 12,00€: la metà del prezzo richiesto da noi per la stessa edizione (senza disegni). Per un vocabolario Turco – Inglese, Inglese – Turco ha speso circa 40,00$ (27,00€). Per un vocabolario, ci tengo a precisare, non un romanzo. Sì, ma ci sono le spese di spedizione, direte voi. Vero, però al di là del fatto che si può scegliere il tipo di spedizione, più libri compri più diventa conveniente acquistarli, visto che le spese di spedizione non cambiano sino a un determinato peso del pacco. Se poi spendete più di una certa cifra in libri, le spese di spedizione sono gratis. Avviene anche da noi: se su IBS spendi almeno 49,00€ le spese di spedizione (del corriere espresso) sono gratuite. Ma difficilmente gli sconti arriveranno al 50, 60, 70% come su Amazon, che dà la possibilità di acquistare anche libri usati per pochi dollari.
Così, quando vedo promozioni del tipo: 20% di sconto sugli Oscar Mondadori, 30% di sconto sulle edizioni Tea, sì, gioisco, ma subito dopo penso: il 20-30% di cosa? Di un libro che costa 22,00€? Perché questo è il prezzo richiesto per leggere l’ultimo fantasy della Strazzulla, l’ho visto oggi in libreria appena entrata. Dunque, 22.00€ per un tomo grande e rilegato, quindi con copertina rigida. King costa un poco di più. Ma almeno è King, cazzarola, non la Strazzu… Dunque di bene in meglio: se ai prezzi lievitati astronomicamente aggiungiamo che un buon 70% di ciò che viene pubblicato è merdaccia nella sua forma più solida e nauseabonda, me ne sbatto se le librerie Arion fanno gli sconti del 25% su tutto ciò che vendono. Il 25% per cosa? Per un libro che pagherò comunque più di quanto l’avrei pagato con la lira o più di quanto vale?
Ricordate quando ho pubblicizzato su questo blog La maschera del samurai, che la Mediterranee mi ha fatto correggere a giugno e che è appena uscita in libreria? Il saggio, di 140 pagine, è in edizione economica, eppure costa 15,50€. Trentamila lire. Come un libro rilegato di grande formato prima dell’euro. Se non fosse stato per il 30% di sconto che mi hanno fatto, non l’avrei comprato.
Ormai acquisto solo sulle bancarelle, dove (bei) libri li pago 1, 2 o 3 euro, 10-15 se sono libri d’arte o comunque di grande formato; altrimenti vado nei negozi che vendono libri usati o in quelli che vendono solo fondi di magazzino al 50, anche 70% di sconto. E’ stato infatti da Remainders (che spedisce in tutta Italia) che ho comprato un nuovissimo dizionario Garzanti della lingua italiana, 2300 pagine, per 7,00€. Certo, è l’edizione del 1993, ma chissenefrega. ^_^
Qualche libro l’ho scaricato da emule perché fuori catalogo e devo ammettere che l’idea di un ebook reader non mi dispiacerebbe, se solo non costassero così tanto. Alfy ha risolto comprandosi un nuovo cellulare della Nokia (il 5800) che permette anche di leggere i file pdf, dunque i libri. Basta avere lo spazio e il software per aprirli. Mi chiedo quanto tempo ancora occorrerà agli editori per capire che il futuro della letteratura dipenderà probabilmente dalla diffusione del libro digitale, chiaramente legata al costo che pretenderanno per scaricarlo. Se facessero come gli mp3 – su IBS, ad esempio, se ne trovano tanti a meno di un euro: paghi e scarichi – la gente acquisterebbe più volentieri i libri, non credete? Si risolverebbe il problema delle giacenze di magazzino, ma soprattutto della percentuale che librai e distributori pretendono sul prezzo del libro, lasciando spesso all’autore un magro compenso. E’ vero però che ci sono lettori, come me, legati alla carta stampata, dunque refrattari – chi più, chi meno – al digitale, almeno in questo caso. Trovo che iniziative come quelle di Lulu o di Ilmiolibro siano apprezzabili tentativi di scavalcare le assurde pretese di editori, distributori e librai, sopratutto quando Lulu dà anche la possibilità di pubblicare il proprio libro in formato digitale e quindi di farlo semplicemente scaricare, non solo di stamparlo. La fregatura però è dietro l’angolo: non tutti hanno la possibilità o la voglia di leggere un romanzo in digitale al pc o su un ebook reader o peggio ancora sul telefonino. Perché non resistono a lungo davanti al monitor del pc (Alfy), perché gli ebook reader costano parecchio, perché sono refrattari alla tecnologia, perché prediligono il libro rilegato. Certo, vedere il proprio libro stampato in una libreria è tutt’altra cosa, me ne rendo conto, ma trovare anche un editore bravo e onesto è un bel paio di maniche…
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